Elezioni regionali 2010: testa a testa Burlando - Biasotti
60 giorni di campagna elettorale per decidere il governo della Liguria.

Saranno 62 giorni decisivi quelli che dividono i cittadini liguri dalle elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

Le preferenze di voto assegnano oggi al Presidente uscente Claudio Burlando un margine di vantaggio che fotografa nella sostanza la cristallizzazione del voto politico attribuito ai partiti delle due coalizioni.

Per lo sfidante Sandro Biasotti, abbandonata la strada maestra dell'alleanza centrista, il cimento sarà quindi quella di riuscire a "invadere" il campo avversario o addiritura provare a erodere consensi al "partito del non voto" per recuperare almeno 3 punti e rincorrere la vittoria.

L'atteggiamento al voto nelle regionali è infatti storicamente assimilabile a quello delle elezioni nazionali. Il trend anche in questo caso ripropone gli equilibri fissati sia dalle politiche del 2008 che dalle europee 2009.
Nei due anni precedenti la coalizione di centrodestra ha infatti raccolto consensi nella forbice tra il 46 e il 48% mentre il centrosinistra, allargato all'UDC, ha oscillato tra il 51 e il 53%.

Le strategie dei due candidati differiscono profondamente a questo punto.
Per Claudio Burlando il modello sembra ricalcare l'Unione di Romano Prodi: sia l'UDC che la Federazione delle Sinistre risultano essere imprescindibili per  raggingere con un discreto margine di certezze la vittoria di marzo.
Il problema riguarda allora la governabilità piuttosto che la tenuta del cartello elettorale per i prossimi due mesi e l'estrema apertura dell'offerta sul continuum destra-sinistra potrebbe raffreddare la propensione degli incerti di centrosinistra e allargare la platea del non voto.

Per Sandro Biasotti al contrario esiste un mercato elettorale più ampio rispetto ai confini della sua attuale compagine partitica che mai negli ultimi tempi ha superato lo schieramento avversario.
Ottimo campaigner, Biasotti potrà lavorare su due principali fronti. Il primo riguarda il recupero al voto degli astenuti, il 35% lo scorso 6 e 7 giugno, tra cui 59.644 elettori risultato del saldo negativo dei due maggiori partiti PDL e Lega, stimabile in prospettiva tra i 5 e i 7 punti.
Il secondo, decisamente più difficile da aggredire riguarda la competizione diretta sul mercato elettorale dell'avversario.I dati del sondaggio di RPL ci dimostrano come ad oggi esista un sostanziale equilibrio addirittura tra i swinger voters, solo 4/5 elettori su cento per ogni coalizione.

Oggi i due candidati alla presidenza in Liguria hanno fatto praticamente il pieno degli elettori più "vicini".










































Preferenze di voto: Le stime dei partiti
Coalizione di Centro Sinistra  
Partito Democratico 30,8%
Italia dei Valori  7,2%
UDC  4,2%
Partito della rifondazione comunista e comunisti italiani 4,1%
Lista Burlando Presidente 2,8%
Sinistra e Libertà 1,3%
Verdi 1,5%
Lista Marco Pannella - Emma Bonino 1,2%
Totale partiti di Centro Sinistra 53,1%



Coalizione di Centro Destra  
Il Popolo della Libertà 32,3%
Lega Nord 7,3%
Lista Sandro Biasotti 5,6%
La Destra 1,1%
Nuovo PSI 0,6%
Totale partiti di Centro Destra 46,9%

 

Scrivi un commento

I campi segnati con * sono obbligatori










Adoro i referendum: si vota ma non si elegge nessuno.
(Altan)
DIAMO I NUMERI
Dear Real,numericamente non sei primo e forse neppure perfetto,ma certamente pratico ed equanime. A giudicare dalle cifre si rischia di confondere il reale con l'irrazionale....